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Festival dei Due Mondi

  • Immagine del redattore: Alberto Nale
    Alberto Nale
  • 4 ago 2025
  • Tempo di lettura: 2 min

Si è aperta a Spoleto la 68esima edizione del Festival dei Due Mondi rassegna storica e

prestigiosa nel panorama culturale italiano che quest’anno sarà guidata per l’ultima volta da Monique Veaute. L’edizione 2025 si caratterizza per un’offerta di oltre 60 spettacoli con più di 700 artisti provenienti da 14 paesi.

Spoleto 68
Spoleto 68

L’opera che ha aperto il festival Hadrian, a grand opera in 4 acts, di Rufus Wainwright su

libretto di Daniel Maclvor basato sulle “Memorie di Adriano”. Lavoro musicale che per la

sua tessitura strumentale e vocale sembra voler tornare alle origini dell’opera descrivendo con una musica avvolgente nel profondo i sentimenti e i tormenti dei numerosi personaggi che in essa si muovono. La messa in scena si caratterizza per una eccessiva staticità, che purtroppo molto toglie alle potenzialità del lavoro musicale e non consente al pubblico presente di comprendere appieno le potenzialità, la varietà e la ricchezza dei contenuti che l’opera ha.

Altro lavoro teatrale che caratterizza questa edizione del festival ed in particolare la

sezione del teatro è “Prima del Temporale” spettacolo nato da una idea di Umberto Orsini e Massimo Popolizio e da quest’ultimo diretto. Si tratta di una grande prova di uno dei mostri sacri del teatro Italiano Umberto Orsini nella quale egli ripercorre la sua lunga

carriera con una intensità ammirevole dove il tempo sembra non fermarsi mai anzi si

rovescia e si ricrea nei ricordi di un vecchio attore che rivive e dialoga con il passato e i

suoi fantasmi. Direi una delle più belle messe in scena di quest’anno.

Altrettanto non si può dire per “La cosmicomica vita di Q” spettacolo tratto liberamente dal bel libro di Italo Calvino “Le Cosmicomiche” che oltre alla presenza di un attore televisivo del momento, Luca Marinelli, poco offre in due ore di spettacolo che non si decide mai a finire e risulta molto sfilacciato e dispersivo pur partendo da delle ottime basi come quelle di Calvino non esplorate ed esposte nella giusta maniera.

Le Cosmicomiche

Particolare menzione merita anche la ripresa di uno storico spettacolo teatrale “Edipus” di Giovanni Testori portata sul palcoscenico dalla compagnia Lombardi -Tiezzi che propone questo testo graffiante ironico e molto toccante della Trilogia degli Scarrozzanti. La messa in scena coglie tutte le sfumature del testo del Testori e fa emergere tutte le peripezie e le fatiche che l’attore sgangherato e la sua ditta debbono affrontare per mettere in scena ogni sera il dramma.

Edipus

Edipo è la voce che si sovrappone a quella dell’attore-personaggio e a quella dell’attore in carne ed ossa che lo sta portando in scena che urla quanta dedizione, fatica e parte della vita richieda il teatro con un linguaggio lombardo dialettale primitivo che marca di significato l’intero testo.

Alberto Nale


Orsini


Opera


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